Ebola, la Farnesina sconsiglia viaggi nelle zone dell’Africa colpite

ebola-africa-fotoSia aggrava drammaticamente la situazione sanitaria in Africa centro-occidentale. Le vittime colpite dal virus ebola sono in continuo aumento. Le autorità locali non riescono a fare fronte all’emergenza sanitaria. I soldi investiti sono troppo pochi. I medici occidentali presenti nelle zone colpite parlano di una situazione al collasso.

I governi europei tendono a tranquillizzare i cittadini. Ma la verità è che, dopo il contagio di due medici statunitensi, appena rientrati in patria per curarsi, il rischio psicosi è dietro l’angolo.

Inevitabile la pressa di posizione del Ministero degli Esteri. “Si sconsigliano pertanto i viaggi non necessari in Sierra Leone – si legge nella nota appena diffusa dalla Farnesina. – Si segnala che nel Paese non è presente una Rappresentanza diplomatico-consolare italiana e, pertanto, l’Ambasciata d’Italia ad Abidjan (competente per la Sierra Leone) non potrà garantire ai connazionali una piena assistenza consolare.

Si consiglia comunque di contattare sempre, prima del viaggio, l’Ambasciata d’Italia ad Abidjan, attenendosi scrupolosamente ai suggerimenti forniti durante la permanenza”.

La situazione è di emergenza non solo in Sierra Leone, dove i decessi sono aumentati, così come i casi di contagio. La Farnesina fa sapere che “le persone in entrata e in uscita dal paese sono sottoposte a controlli   da parte delle autorità sanitarie. Alla luce di questi nuovi casi e del diffondersi del contagio in alcune aree della Guinea  e  in  Liberia si raccomanda ai connazionali di non recarsi nelle zone colpite dall’epidemia e di prestare su tutto il territorio del Paese la massima attenzione”.

Viene vivamente consigliato di attenersi alle seguenti norme igienico-sanitarie: evitare di cacciare, manipolare e mangiare selvaggina; lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone o disinfettanti; evitare contatti con persone che presentino sintomi di febbre e sanguinamento.

Bisogna sapere che la febbre può essere contratta attraverso varie modalità: sangue contaminato, sudore, escrementi, liquido seminale e cadaveri di persone morte per via del virus. Una cura specifica per le persone colpite dall’ebola non esiste ancora, anche se è in fase di sperimentazione. In ogni caso, una ridotta percentuale di ammalati ha speranze di guarigione già adesso.

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