Kenya nel caos: due hotel in fiamme, morti, minacce ai turisti

kenya-cartinaLa situazione in Kenya si fa sempre più drammatica. Qualche ora fa un assalto degli estremisti islamici nella città di Mpeketoni ha causato 49 morti. Mpeketoni si trova sulla fascia costiera del Kenya, dunque sulla zona più affollata di turisti stranieri.

I responsabili del massacro sono gli islamisti somali di Shabaab, i quali in un comunicato hanno rivendicato l’attacco definendolo una risposta alla «repressione brutale del governo contro i musulmani in Kenya». Gli estremisti hanno inoltre intimato ai turisti e a tutti gli stranieri, di «stare lontani» dallo Stato africano bagnato dall’Oceano Indiano, ormai definito «zona di guerra».

L’attacco, dice la tv araba Al Jazeera, non aveva per obiettivo gli stranieri (soprattutto europei), considerati nemici dai terroristi somali. La tv inglese Bbc ha riportato che gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno consigliato ai propri cittadini di stare il più lontano possibile dalla fascia costiera, quella che comprende cioé anche Malindi e Mombasa. dalla zona costiera. Intanto il Kenya Tourism Board ha chiarito che al momento dell’attacco non c’erano stranieri nella città.

Mpeketoni è situata a circa chilometri dalla città di Lamu, che è anche la più importante meta turistica della zona e patrimonio dell’Umanità tutelato dall’Unesco. La maggioranza dei residenti di Mpeketoni è di religione cristiana, mentre il litorale, dove sono concentrati quasi tutti i turisti occidentali, è principalmente di religione musulmana. Il governo dello Stato africano ha annunciato che saranno messe in atto ulteriori misure per la sicurezza. Il governo kenyano è determinato a trovare i colpevoli della strage. Una strage che purtroppo non è la sola negli ultimi mesi.

Circa un mese fa il Ministero degli Esteri ha diffuso una nota in cui si legge che “Alla luce dei suddetti attacchi terroristici, in particolare quelli effettuati a Nairobi e a Mombasa, si rinnova l’invito a tutti i connazionali presenti a qualsiasi titolo in Kenya ad essere vigili ed a limitare gli spostamenti, evitando la frequentazione di luoghi di culto, edifici pubblici, eventi sportivi e, nei limiti del possibile, l’utilizzo dei trasporti pubblici (bus, “matatu” e relative stazioni, che nelle ultime settimane sono stato oggetto di attacchi terroristici). Nei giorni e nelle ore di maggiore affluenza – spiega la Farnesina – occorrera’ inoltre evitare punti di abituale ritrovo, centri commerciali e locali notturni frequentati da cittadini stranieri”.

Insomma, ai turisti non viene sconsigliato di andare in Kenya, ma di usare degli accorgimenti importanti.

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