Virus Ebola si diffonde, ma il turismo tiene

ebola-africa-fotoL’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, ha appena diffuso i dati aggiornati sulle vittime del virus Ebola. L’agenzia dell’Onu fa sapere che le persone colpite, in tutto il mondo, sono circa 9.000: la metà di esse è morta. I 3 Paesi più colpiti sono Liberia, Guinea e Sierra Leone. Come si sa, però, il virus ha fatto vittime anche in Europa e negli Stati Uniti. Non è il caso di diffondere il panico, come alcuni stanno facendo. Certo è però che il virus continua a diffondersi e che, ad oggi, non c’è una cura che garantisca la guarigione dalla febbre.

A dispetto di quanto si potrebbe pensare, fino ad ora il virus non ha influito più di tanto sul settore dei viaggi e delle vacanze. L’Ansa spiega che il numero dei turisti stranieri diretti verso l’Africa e gli altri Paesi è rimasto pressoché immutato.

Uno degli Stati africani più visitati è e rimane il Kenya. “Noi con Ebola non c’entriamo nulla. Geograficamente, Liberia, Sierra Leone e Guinea – sottolineano dall’Ente del turismo del Kenya – sono più vicini a Madrid, Parigi e Londra di quanto lo siano al Kenya. I voli con i Paesi colpiti sono sospesi e per viaggiare dalle aeree infette al Kenya bisognerebbe guidare per due settimane. Nonostante questo in tutti i confini tutti i passeggeri sono sottoposti al controllo della temperatura. Misure diffuse in Africa, ma non ancora in Europa nonostante la paura che nel continente si stia diffondendo”.

Confindustria se la prende coi mezzi d’informazione. “Il problema è serio – dice Luca Battifora, presidente di Astoi Confindustria – ma con altrettanta certezza dico che è enfatizzato dai mass media. Non ci sono rischi di nessun tipo per le mete del turismo organizzato. C’è un ingigantimento di un problema che riguarda pochi Paesi in un continente, quello africano, che ne conta più di 50. Anche se la situazione è tranquilla dobbiamo registrare un “warning” nella percezione e questo fa sì che ci sia un rallentamento in alcune destinazioni dell’Est Africa. Ma così ragionando non dovremmo più partire neanche anche per gli Stati Uniti, la Germania, la Spagna e dove ci sono stati dei casi. Per quel che riguarda l’Egitto e il Sudafrica – conclude Battifora – continuiamo a registrare forti crescite nelle prenotazioni”.

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