Viaggiare in Messico, le zone sconsigliate dalla Farnesina

messicoIl Messico è una delle mete turistiche più amate dai vacanzieri italiani e non solo. Il Paese latino-americano, d’altronde, è tra quelli con il maggior numero di monumenti e aeree naturali tutelati dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità.

Stato vastissimo, il Messico dà molte garanzie per ciò che attiene la sicurezza, ma non tutte le zone sono sicure.

Il nostro Ministero degli Esteri ha appena diffuso una nota in cui spiega qual è la situazione nello Stato nordamericano. “Si sconsigliano viaggi – dice la Farnesina – nello nel Michoacan e Tamaulipas, attualmente teatro di scontri tra cartelli rivali ed i cosiddetti gruppi di autodifesa, truppe cittadine auto-armatesi per difendere le proprie comunità. Si sconsigliano, ove non strettamente necessari, viaggi nell’Estado de Mexico dove in alcuni municipi si sono sono registrati violenti scontri a fuoco tra soldati e membri di gruppi criminali”.

La nota della Farnesina spiega la situazione nel dettaglio per gli Italiani che vogliano andare in Messico: “Si registrano casi di assalti, ai fini di furto, ai pullman, in particolare di notte sia su trasporti pubblici che turistici in diversi Stati del Messico  come Chiapas, Jalisco, México DF, Estado de Mexico, Puebla e Veracruz. Il fenomeno della delinquenza comune ed organizzata, infatti, è diffuso in gran parte del Paese – compresa la capitale, Città del Messico – e, anche a causa dei frequenti scontri tra bande rivali e tra queste e le Forze dell’Ordine – si legge ancora nella nota del Ministero degli Affari Esteri – si verificano situazioni di crescente violenza ed insicurezza”.

Le regioni messicane più pericolose sono, nell’ordine: Tamaulipas, Michoacan, Sinaloa (Culiacan), Estado de Mexico, Guerrero, Sonora, Nuevo Leon, Coahuila, Zacatecas e San Luis Potosi.

La Farnesina raccomanda dunque agli Italiani di prestare la massima attenzione. Consiglia di evitare le regioni sopra indicate e più in generale i luoghi di manifestazioni e assembramento.

Ti potrebbe interessare:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *