Puglia, al via le indagini per lo scontro ferroviario

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23 vittime accertate e 52 feriti transitati dai pronto soccorsi degli ospedali; attualmente sono 24 le persone ricoverate, otto delle quali in prognosi riservata. Non ci sono dispersi.

bari 5Il 12 luglio tra Corato ed Andria è avvenuto un disastro ferroviario che ha visto 23 persone morte tra le lamiere accartocciate dei vagoni di due treni manovrati dai capistazione di Andria e Corato, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, ai quali dopo l’accaduto è stato sospeso l’incarico professionale da Ferrotramviaria spa e che attualmente risultano indagati nell’inchiesta della Procura di Trani per le ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo e omicidio colposo plurimo e presso la quale il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti.

Questi sono i dati ufficializzati in una conferenza stampa tenuta dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e dal prof. Franco Introna (Medicina Legale).

Una salma, apparentemente quella di un uomo italiano di 55-60 anni, non è stata riconosciuta né ci sono denunce di scomparsa da parte dei familiari.

bari 6Tra le vittime anche i due macchinisti, Pasquale Abbasciano e Luciano Caterino.

Il dirigente della squadra mobile  di Bari, il Dott. Luigi Rinella, si sta già attivando per dare il via agli interrogatori ai due unici indagati, i capistazione, i quali a breve riceveranno informazioni di garanzia in occasione delle autopsie.

Il procuratore Francesco Giannella ha istituito un pool di quattro magistrati che, assieme a lui, indagherà in ogni direzione. «Dobbiamo scandagliare ogni possibilità – ha spiegato il pm – anche per non fare l’errore di fermarci a quello che è accaduto ieri». «Il treno che è partito per secondo – dice il procuratore Giannella – non doveva partire». bari 2Il progetto del raddoppio della linea ferroviaria era già previsto dal 2008 e doveva concludersi nel 2015. Perché non si è concluso ? «Dobbiamo capire. Ci sono tante cose da vedere e da incrociare» sottolinea il Procuratore.

Gli accertamenti svolti ad oggi non hanno ancora consentito la ricostruzione esatta della dinamica dell’incidente, ma hanno verificato che il segnale di partenza è stato dato al treno fermo ad Andria con semaforo verde; errore umano o guasto tecnico? Inoltre il pool indagherà sulla sicurezza dei controlli da parte degli enti preposti e sul mancato raddoppio della linea che doveva essere realizzato con l’utilizzo dei fondi europei stanziati per il raddoppio della linea Bari-Barletta.

bari 3Ogni magistrato si occuperà di un aspetto dell’inchiesta.

Un ruolo in questo disastro lo hanno avuto anche i capitreno a bordo dei convogli Albino Di Nicolo, morto nello schianto e Nicola Lorizzo, ricoverato in ospedale.

Gli investigatori della Polfer, hanno recuperato le scatole nere, hanno sequestrato i brogliacci di movimento dei treni, le immagini delle telecamere delle stazioni di Andria e Corato e del sistema di videosorveglianza installato su almeno uno dei due convogli, e le conversazioni telefoniche tra i due capistazione, trascritte in un fonogramma.

bari 4Il direttore generale di Ferrotranviaria Massimo Nitti dichiara che «L’unica stazione di incrocio è quella di Andria … Quel treno che scendeva da Andria, lì non ci doveva essere». Nitti ha difeso il sistema di comunicazione e sicurezza basato su un fonogramma, il cosiddetto «consenso telefonico»: «è una delle modalità di esercizio che viene regolarmente utilizzata nelle ferrovie».

«Una tragedia inammissibile» per il c apo dello Stato Sergio Mattarella.

«Vogliamo che sia fatta chiarezza, su tutto» dichiara il premier Matteo Renzi.

fonte testo e immagini www.ansa.it – www.larepubblica.it

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