ZIKA, VIAGGIATORI A RISCHIO

Chi viaggia è necessario che venga informato sul virus Zika, sulle conseguenze che la trasmissione di questa malattia comporta, su come proteggersi visto che il virus si trasmette con la puntura di zanzare del genere Aedes, le stesse che trasmettono la dengue, la chikungunya e la febbre gialla.

Nella foresta Zika in Uganda, dal macaco all’uomo, queste  le aree attualmente a rischio di infezione :

Brasile, Bolivia, Barbados, Capo Verde, Colombia, El Salvador, Ecuador, Fiji, Guiana

zanzara aedes virus zikaFrancese, Guatemala​, Haiti, Honduras, Martinique, Messico, Nuova Caledonia, Puerto Rico,

Panama, Paraguay, Samoa, Isole Salomone, Suriname, Vanuatu, Venezuela.

(fonte notizia e immagine Ministero della salute – www.salute.gov.it)

Sintomi

I sintomi principali sono febbre associata ad artralgie, rash maculo-papulare, iperemia congiuntivale o congiuntivite bilaterale non purulenta, mialgia, astenia e cefalea.

La sintomatologia, assente nel 75% dei casi oppure lieve e di breve durata (2-7 giorni) si manifesta dopo un periodo di incubazione di 3-12 giorni. Solitamente si guarisce completamente senza riportare complicanze neurologiche.

Profilassi

Non vi è alcuna profilassi farmacologica efficace ma devono essere seguite le misure per la prevenzione delle punture da insetto tramite repellenti cutanei, sia il giorno che la notte, usare pertanto zanzariere ai letti o alle finestre e indossare abiti con maniche lunghe e pantaloni lunghi.

Trattamento

Il trattamento consiste nel trattare i sintomi con farmaci antipiretici e antinfiammatori per alleviare il dolore e la febbre. Il paziente dovrà stare a riposo, bevendo acqua in abbondanza.

A tutt’oggi non esiste ancora un vaccino preventivo.

Cosa fare al ritorno

Nei 21 giorni che seguono il ritorno da un viaggio in una delle aree a rischio di infezione sarà opportuno monitorare la comparsa degli eventuali sintomi.

Pertanto a scopo precauzionale il viaggiatore al rientro dovrà contattare il proprio medico di fiducia.

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